Marx, Mourinho, il lavoro e l’ignoranza

Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.

Stupisco tutti e cito Mourinho, sottolineando che io di calcio non so nulla e no, non ho mai capito il fuori gioco.

Questa bella frase mi serviva perché stavo riflettendo su come il mondo del lavoro stia diventando sempre più fatto di saperi iperspecializzati con intorno il nulla. Nessuna cultura (non per forza cultura scolastica) che segni un percorso verso quella particolare specializzazione. Le competenze sono micro-competenze punto e basta. Un po’ come se un chirurgo non studiasse medicina e chirurgia ma facesse un apprendistato in una bottega di macellaio.

Il bisogno di lavori iperspecializzati genera ignoranza e genera ignoranti che pensano che non serva sapere altre cose oltre a quelle che vengono loro richieste in un certo tipo di lavoro. Gli ignoranti generano gran parte delle brutture del mondo. Le aziende (e l’universo in genere) ultimamente sono piene di questi ignoranti, e sembrano anche esserne soddisfatte.

Ho detto ultimamente perché penso alla nostra società, ma ai tempi del caro, vecchio Carlo Marx era già così da un tot.

L’ignoranza è la madre dell’industria come della superstizione […]. Per questo le manifatture van più a gonfie vele laddove si adopera di meno il cervello […]. In effetti intorno alla metà del XVIII secolo in alcune manifatture s’impiegavano preferibilmente per certe operazioni semplici dei mezzi idioti, cosa che però costituiva un segreto di fabbrica.

(Il Capitale)

Adesso, in verità, spesso capita che operazioni complesse vengano svolte preferibilmente da completi idioti e non c’è nemmeno più bisogno che sia un segreto per nessuno.

L’illustrazione in apertura è di Caoto: https://www.flickr.com/people/caoto/ .

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