La mia vecchia e il mare. Citazioni malinconiche di Hemingway

Il 2 luglio del 1961 il leggendario Hemingway decise di chiudere con le sue sofferenze e si sparò un colpo in bocca col fucile. Non voglio parlare della sua morte, ma di un periodo che è finito, di un’era conclusa e che non esiste più se non in me, dell’estate in cui lessi, al mare, Il vecchio e il mare, che mi lasciò più malinconica e più forte.

Una specie di zio, un amico di famiglia che passava da noi tutti gli anni prima delle ferie, mi regalò una bella edizione non economica con copertina rigida e illustrazioni che sembrano fatte a china. Col mio solito spirito di possesso ho scritto sul retro della copertina Questo libro è di Silvia Del Ciondolo, con una calligrafia da prima/seconda media al massimo. Peccato che non abbia scritto la data, ma era di sicuro luglio.

Leggevo e mi identificavo in Manolin, il ragazzo che non poteva più uscire a pesca con il vecchio Santiago. Lui gli voleva bene e anche io ne volevo alla mia vecchia, che mi portava sempre al mare. Anche Palmira, mia nonna, come Santiago avrebbe resistito al dolore, alla solitudine, alla fame e alla sete, alla stanchezza e ai pescecani. Con calma e lucidità. Con poesia. Era come se anche lei avesse portato a riva un marlin di cinque metri e mezzo pescato quasi a mani nude dopo giorni in mare aperto. Poco importa se gli squali lo avevano mangiato tutto, c’era ancora lo scheletro attaccato sul fianco della barca.

C’è della sabbia fra le pagine e su alcune frasi che ho sottolineato quell’estate e che copio qui sotto.

Io sono un vecchio strano.

Chiunque sa fare il pescatore, di maggio.

Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.

Nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio.

Si appoggiò comodo al legno e accettò le sofferenze così come gli venivano.

L’uomo non è fatto per la sconfitta. Può essere ucciso, ma non sconfitto.

È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.

Tutti uccidono tutti gli altri in un modo o nell’altro.

Ora non é il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

Spero anche io di trovare, come Santiago, la mia spiaggia coi leoni in Africa. Forse quando sarò vecchia.

L’illustrazione in apertura è di Paolo Guidotti, tratta dall’edizione Mondadori del 1984.

il vecchio e il mare

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