Odio Anna Karénina. Quindi la amo.

Io sono pazzamente innamorata di Tolstòj (che nasceva oggi nel 1828, С днем Рождения!) perché le sue eroine mi fanno sempre incazzare.

Hanno il potere di farmi incazzare perché sono vere da farmi uscire di testa. Quando leggo di loro mi sembra di stare ad ascoltare il racconto, che so, di una parrucchiera, che mi spiffera tutto sulla vita delle sue clienti e di tutta la società che gli gira intorno. Parrucchiera dalle qualità narrative di un genio, s’intende…

Non so dirvi quanto ho odiato Anna Karénina e Natascia di Guerra e Pace, mi fossero capitate fra le mani le avrei prese a ceffoni.

Copio il brano in cui mi resi conto di questa infinita antipatia per Anna, durata fino alla tragica fine del libro e oltre.

Dunque. Anna è incinta di Vrónskij, lo ama sempre di più e sente il dovere di dirlo a suo marito, un uomo rigido e schiavo delle convenzioni, tanto per dire qualcosa, ma ci sarebbe da dire molto di più. Una sera lei gli confessa tutto e matura il fermo proposito di andarsene di casa, portarsi via il figlio piccolo e iniziare una nuova vita. Tutto molto ragionevole. E invece …

Sapeva già che tutto sarebbe stato come prima, e anche molto peggio di prima. Sentiva che la posizione sociale, di cui lei godeva e che al mattino le sembrava una cosa da niente, invece le stava a cuore, lei non avrebbe avuto la forza di scambiarla con la posizione disonorevole di una donna che abbia lasciato il marito e il figlio per stare con il proprio amante; che, per quanto avesse fatto, non sarebbe stata più forte di se stessa. Non avrebbe mai provato la libertà dell’amore, ma sarebbe rimasta per sempre una moglie colpevole, sotto la minaccia costante di essere smascherata [dalla società, visto che il marito già sa tutto… N.d.R.] come colei che inganna il marito per una vergognosa relazione con un uomo estraneo, indipendente, con il quale non avrebbe potuto condividere la stessa vita.

Ma, porca miseria, Anna!!! Ma scusa, eh??!! Sono basita.

La sera prima parli a tuo marito e ti senti convinta di ciò che provi per Vrónskij (hai presente Vrónskij quello che ti ha mandato a male il cuore e l’anima, quello che ami fino alla perdita dei sensi e dal quale aspetti un figlio? Cioè il contrario di tuo marito? Capito quale?? Ecco, quello là.)

Poi, però, ti viene strizza di perdere la tua comoda posizione sociale da privilegiata donna dell’alta società, che coincide con l’essere una donna perbene, e inizi a vedere anche Vrónskij in un’altra ottica. Non come l’uomo che ti completa come essere umano e il padre di tuo figlio, non come l’amore della tua vita, per il quale avresti rinunciato a tutto solo 10 ore prima. Lo vedi come uno poco affidabile.

Adesso ci arrivi?? Dopo tutto questo casino?? Dopo il bimbo, dopo aver parlato con tuo marito?

Ti odio. Per due motivi: il primo è che sei una senza palle, Anna, non sai ciò che vuoi, o meglio, hai tutto e non ne benefici perché non prendi decisioni definitive; il secondo è che… ti capisco benissimo. Chi vorrebbe prendere decisioni dolorose se potesse non farlo?

Anna, sei umana, troppo umana, cara sorella.

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