Amore e Comunismo. Pablo Neruda

Per non deludere le aspettative dei romanticoni butto là subito le citazioni chiave della poesia d’amore di Neruda, così ci possiamo godere due componimenti che forse non conoscete: Il popolo e Mi piaci quando taci.

Oh, le citazioni che seguono piacciono anche a me, eh! Non potrebbe essere diversamente, Pablo fa con le parole ciò che la primavera fa coi ciliegi…

Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.

Ti manderò un bacio con il vento

e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò lì…

Chissà se un giorno, guardando negli occhi di chi ti avrà dopo di me cercherai qualcosa che mi appartiene.

Amare è breve, dimenticare è lungo.

E da allora sono perché tu sei e da allora sei, sono e siamo e per amore sarò, sarai, saremo.

Due amanti felici non hanno fine né morte, nascono e muoiono più volte vivendo, hanno l’eternità della natura.

❤ ❤ ❤

Ed eccoci alle due poesie che ho scelto. Una parla d’amore in termini un po’ diversi dal solito e l’altra è politica. Neruda, oltre che un alchimista delle parole in versi, fu un diplomatico e personaggio politico di primo piano del Cile del suo tempo. Come tale finì male, morì in circostanze misteriose e ancora mai chiarite (ieri 23 settembre era l’anniversario della sua scomparsa, spesso arrivo lunga…), ma l’eternità già sapeva che lo avrebbe aspettato.

Il popolo

Portava il popolo le sue bandiere rosse
e tra la gente sulle pietre che calcava
io mi trovai, nel giorno strepitoso
e sulle alte canzoni della lotta.
Vidi passo a passo le sue conquiste.
Sola strada era la resistenza,
mentre isolati eran brani rotti
d’una stella, senza bocca né spicco.
Così nell’unità fatta in silenzio
erano il fuoco, il canto invincibile,
il lento passo umano sulla terra,
trasformato in profondità e battaglie.
Erano dignità che combatteva
gli antichi soprusi, e risvegliava
a sistema l’ordine delle vite,
che bussavano alle porte per prender posto
nella sala principale con le bandiere.

Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come lampada, semplice come anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

La semplice perfezione della natura concentrata in versi.

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