Il colore delle vocali di Rimbaud

Per fortuna, addì 20 ottobre 1854, nasceva Rimbaud. Un dio fatto e finito, in tutti i sensi. Lo so, anche ieri ho scritto di lui, ma di Jean Nicolas Arthur non ne ho mai abbastanza.

Mi ripeto due volte: non ce la faccio a non copiare un altro brano di Una stagione all’inferno. Una Bibbia verso l’abisso, dal quale non si torna più come prima.

Ho scelto qualcosa di brevissimo e talmente geniale che ce l’ho da sempre conficcato nel cervello, come il pennarello di Homer Simpson. Un passo da fuoriclasse assoluto. Avete mai provato a dare un colore alle vocali?

ALCHIMIA DEL VERBO

[…]

Inventai il colore delle vocali! – A nera, E bianca, I rossa, O blu, U verde. – Regolai la forma e il movimento di ogni consonante, e, con ritmi istintivi, mi lusingai d’inventare un verbo poetico accessibile, un giorno o l’altro, a tutti i sensi. Me ne riservavo la traduzione.

Fu dapprima uno studio. Scrivevo silenzi, notti, annotavo l’inesprimibile. Fissavo vertigini.

L’immagine in apertura è di David Wojnarowicz e si chiama Arthur Rimbaud in New York.

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