“Alla vita”. Nazim Hikmet

Lui mi strappa il cuore fuori dalle budella, con suprema grazia. I suoi tocchi lievi e vellutati mi piegano il collo fino a farmi strusciare la testa per terra, mi costringono delicatamente a guardarmi i piedi, per verificare che siano stabili, adatti a tenermi eretta anche controvento.

Turco, poeta precocissimo, marxista, comunista, esule volontario, antimilitarista, schierato contro il genocidio armeno, arrestato ingiustamente prima per 5 anni, poi condannato a 28 per colpa di una poesia che incitava la marina turca alla rivolta (ma almeno scrisse tantissimo in carcere <3), riuscì ad uscire dopo 11 anni, fece uno sciopero della fame, fu vittima di tentato omicidio per ben due volte, nobel per la pace, incantatore, agitatore ed eroe con le parole e con i fatti.

Lui è Nazim Hikmet e qui sotto copio una sua poesia che mi fa piangere di gioia e infelicità insieme.

Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

L’illustrazione in apertura è di Seyit Saatci.

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