Finale di partita. Beckett I love U

Assurdo, nonsense, vuoto, disagio, paura, smarrimento, ma dico anche tenerezza, voglia di vivere. Questo è Finale di partita di Samuel Beckett, su un libro come a teatro.

Chi sono quei personaggi? Uno è cieco e su una sedia a rotelle (Hamm), l’altro, al contrario, non può sedersi (Clov), mentre gli altri due (Nagg e Nell) sono senza gambe, infilati dentro a due bidoni.

Che azioni prive di senso fanno? Cosa dicono? Non si capisce… Ma soprattutto, dove siamo e cosa è successo là fuori nel mondo, se c’è un mondo?

Moltissimi hanno risposto in moltissimi modi. Qualcuno ha detto che forse Hamm, Clov, Nagg e Nell siamo noi, e quel posto incomprensibile è qui, adesso. Chissà.

Ecco un monologo di Hamm che un tempo avevo imparato a memoria, per amore:

[…] Un giorno sarai cieco. Come me. Sarai seduto in qualche luogo, un piccolo pieno perduto nel vuoto, per sempre, nel buio, come me. (Pausa). Un giorno dirai a te stesso, Sono stanco, vado a sedermi, e andrai a sederti. Poi dirai a te stesso, Ho fame, ora mi alzo e mi preparo da mangiare. Ma non ti alzerai e non ti preparerai da mangiare. (Pausa). Guarderai il muro per un poco, poi dirai a te stesso, Ora chiuderò gli occhi, forse dormirò un poco, dopo andrà meglio, e li chiuderai. E quando li riaprirai il muro non ci sarà più. (Pausa). Intorno a te ci sarà il vuoto infinito, tutti i morti di tutti i tempi non basterebbero, risuscitando, a colmarlo, e sarai come un sassolino in mezzo alla steppa. (Pausa). Sì, un giorno saprai cosa vuol dire, sarai come me, solo che tu non avrai nessuno, perché tu non avrai avuto pietà di nessuno e non ci sarà più nessuno di cui avere pietà. (Pausa).

… un piccolo pieno perduto nel vuoto, per sempre, nel buio, come me ❤ .

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