Pasto nudo. Lo sballo è servito. Burroughs

Leggere Pasto nudo (pubblicato nel 1958 ma scritto negli anni precedenti, dal ’53)  di William Burroughs è difficile. È come parlare con qualcuno strafatto di qualunque cosa esista sul mercato. In effetti lui era strafatto di qualunque cosa esisteva all’epoca sul mercato, mentre scriveva pensieri sconnessi e malati che poi avrebbe riordinato in questo romanzo. Ad operare la cucitura di questi appunti marci e amorali lo convinsero Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Pensa che trio.

In due righe è impossibile spiegare di cosa parli questo testo che fa parte poi di una tretalogia, insieme a La macchina morbida, Il biglietto che esplose e Nova Express. Ovviamente è il risultato di ciò che Burroughs chiama la Malattia, ovvero la sua lunghissima tossicodipendenza, ma c’è anche tutta una storia di controllo delle menti da parte dello Stato totalitario, di condizionamenti imposti che fanno fare alla gente ciò che vuole qualcun altro.

Comunque lo leggiate, sarà un casino, ma non è qualcosa alla quale potrete sottrarvi.

Scelgo due pezzi: uno sballoso, che viene dal romanzo con protagonista il tossico William Lee, e uno che viene da uno scritto lucido in appendice, dove Burroughs spiega la genesi del romanzo e perché si chiama così.

Appunti sull’assuefazione.

Mi sparo l’Eukodol ogni due ore. C’è un posto dove posso infilarmi l’ago direttamente in vena, che rimane aperta come una bocca rossa, in suppurazione, gonfia e oscena, e dove dopo l’iniezione a poco a poco si raccoglie una goccia di sangue e di pus…

L’Eukodol è una variante chimica della codeina – diidrocodeina.

È una sostanza più simile alla coca che alla morfina… Quando ti spari in vena la coca ti arriva un guizzo di puro piacere alla testa… Dieci inuti dopo vuoi già farti un’altra pera… Il piacere nella morfina è nelle viscere… Dopo una pera riesci a sentirti fino in fondo… Ma la coca in endovena è una scossa elettrica nel cervello, che ti attiva i canali del piacere… Con la coca non c’è sindrome da astinenza. È un bisogno puramente celebrale, un bisogno senza corpo e privo di sensazioni. Uno spettrale bisogno terreno. […] L’Eukodol è una specie di combinazione tra ero e coca. Fidatevi dei tedeschi per escogitare qualche porcata degna di questo nome.

Mi sono risvegliato dalla Malattia a quarantacinque anni, calmo e sano di mente, e in condizioni di salute ragionevolmente buone non fosse stato per il fegato debilitato e quell’aspetto di carne in prestito comune a chi è sopravvissuto alla Malattia… Quasi nessuno ricorda il delirio nei dettagli. A quanto pare io ho preso appunti dettagliati sia sulla malattia che sul delirio. Non ho un ricordo preciso degli appunti presi e ora pubblicati con il titolo di Pasto nudo. Il titolo mi è stato suggerito da Jack Kerouac. Non ho capito che cosa volesse dire fino alla mia recente guarigione. Il titolo significa esattamente ciò che le parole esprimono: Pasto NUDO – l’istante, raggelato, in cui si vede quello che c’è sulla punta della forchetta.

Buon… appetito?

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