La virtù non esiste. La Rochefoucauld ne ha le prove

Quando provo buoni sentimenti e mi sento spinta ad agire per il bene, talvolta, sento una vocina demoniaca che mi bisbiglia: “È comunque per te che lo stai facendo… il tuo altruismo è una forma di egoismo.”

Quindi, oltre a sentirmi il perno del male, mi sento anche strutturalmente incapace di liberarmi dall’ossessivo pensiero di me stessa. Possibile che tutte le mie azioni siano solamente volte al raggiungimento del mio benessere?

Che poi, anche chissenefrega, diciamocelo: se voglio fare una cosa buona, che importanza ha che sia buona anche per me, se è buona per gli altri

Ma non aggiungiamo dubbi ai dubbi.

C’è chi pensa senza esitazione che la virtù non esista e su questo assunto ha scritto un libro di massime che è entrato nella storia per la sua bellezza formale e per il disincanto emotivo dei concetti espressi: le Massime di La Rochefoucauld, che nasceva oggi 15 settembre 1613.

Le nostre virtù non sono il più delle volte che vizi smascherati.

Secondo lui l’uomo non sa agire senza essere mosso da un interesse personale. Ma non perché l’essere umano sia cattivo (La Rochefoucauld non giudica, sia mai!!), ma perché lo hanno costruito così. Noi non possiamo farci niente, nasciamo già con il limite della virtù impostato su default.

171. Le virtù si perdono nell’interesse, come i fiumi si perdono nel mare.

Di fatto non possiamo nemmeno sconfiggere un vizio: è lui che ci abbandona, semmai.

Non vi pare verosimile? Ecco smontate le virtù principali che ognuno di noi crede di avere esercitato almeno una volta nella vita.

Pensate di sapere amare?

259. Il gran piacere dell’amore è di amare; e siamo più felici per la passione che abbiamo noi, che per quella che ispiriamo altrui.

Sfoggiate le vostra generosità?

246. Ciò che sembra generosità spesso non è che un’ambizione mascherata, che disdegna i piccoli interessi per volgersi ai più grandi.

Vi sentite sinceri e disprezzate i bugiardi?

87. Gli uomini non vivrebbero a lungo in società se non si ingannassero a vicenda.

63. L’avversione alla menzogna è spesso un impercettibile ambizione di dar peso alle nostre attestazioni e di attirare alle nostre parole un rispetto religioso.

383. La smania di parlar di noi e di far vedere e di far vedere i nostri difetti dal lato che più ci conviene, costituisce una gran parte della nostra sincerità.

Mettete l’amicizia al primo posto?

83. Ciò che gli uomini hanno chiamato amicizia non è altro che un’associazione di interessi, e uno scambio reciproco di riguardi e di buoni uffici; non altro insomma che un commercio in cui l’amor proprio si propone sempre qualche cosa da guardare.

Vi considerate dei buoni?

236. [la bontà] è prendere la via più sicura per arrivare ai propri fini, è un prestare ad usura sotto pretesto di dare […].

237. Nessuno merita d’esser lodato per la sua bontà se non abbia la forza di essere cattivo: ogni altra bontà non è il più delle volte che una pigrizia o un’impotenza della volontà.

Vi credete un capo clemente?

15. La clemenza dei re non è spesso che arte politica per guadagnarsi l’animo dei popoli.

Siete aperti e amate condividere tutto di voi?

475. Il desiderio di essere compianti o di essere ammirati è il più sovente ciò che ci determina a confidarci ad altri.

Vi dite persone fedeli?

247. La fedeltà che si trova nella maggior parte degli uomini non è che una malizia dell’amor proprio per attirare l’altrui confidenza; è un mezzo per elevarci al di sopra degli altri e renderci depositari delle cose più importanti.

Siete i paladini della giustizia?

78. L’amore per la giustizia non è altro, nella maggior parte degli uomini, che il timore di dover subire l’ingiustizia.

Non indulgete mai in eccessi e siete orgogliosi della vostra moderazione?

308. S’è voluto fare una virtù della moderazione allo scopo di porre un freno all’ambizione dei grandi uomini, e consolare i mediocri della loro poca fortuna e dello scarso merito.

Dite “grazie” ogni volta proprio come mamma vi ha insegnato?

298. La riconoscenza della maggior parte degli uomini non è che una segreta voglia di ricevere maggiori benefici.

Ed ecco una delle mie preferite:

470. Tutte le nostre qualità sono incerte e dubbiose, così le buone come le cattive, e sono quasi tutte alla mercé delle occasioni.

Mmmmm. Amaro come il peccato, empirico come dire che oggi è nuvoloso.

Il dipinto in apertura è di Rosanna Jones.

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