Poetesse suicide: Nadia Campana 1954-1985

Ogni tanto ho bisogno della mia macchina del tempo preferita, allora prendo la mia antologia di poesie preferita e seguo il mio flusso d’in-coscienza preferito.

L’antologia è sempre L’altro sguardo. Antologia delle poetesse del ‘900. Poetesse poco conosciute e per la maggior parte morte suicide (le poesie sono corredate da brevi bio). Il massimo, per una letteralmente felice.

Dopo Karin Boye, eccomi alla seconda poetessa suicida, a poco più di trent’anni, l’italiana Nadia Campana.

Non immaginate il piacere di seguire di nuovo queste righe mai dimenticate, sottolineate, questa carta che odora di me ventenne: sono di nuovo nel mio letto, in paese, dove non vorrò mai più tornare. Chi lo sa, poi. La stanza puzza di fumo e io sono vagamente qualcosa di indefinibile.

Non è un sentimento molto nostalgico, e sebbene si parli di poesia e morte, non porto a galla tristezza, ma la scoperta di nuovi mondi di parole.

Noi, la lunga pianura immaginaria

Noi, la lunga pianura immaginaria

ci inghiotte come sacramenti della notte

Sei stato una quantità esatta

nella pioggia che afferra i visi

Ma adesso in ogni angolo della stanza

aspetteremo fuori dall’esplosione

un legno che io, qui,

ho costruito (lasciamo fare)

prodigi scelti a caso, pioppeti da percorrere!

Il tenero è nel mezzo e nell’interno

umiltà di una porta

ascoltando treni, a un passo, come

una febbre nel ricordo esattamente

Guarda il campo

è così calmo smisurato, stamattina.

Nadia Campana (1954-1985), Italia

Nata a Cesena, morta suicida a Milano. Ha tradotto alcune poesie di Emily Dickinson (Le stanze di  alabastro, Milano, Feltrinelli, 1983). Nell’estate del 1984 ha raccolto una serie di sue poesie, una cinquantina circa, sotto il titolo Verso la mente, in parte pubblicate su riviste e per la maggior parte inedite. Usciranno postume in anni più tardi.


Riferimenti

L’altro sguardo. Antologia delle poetesse del ‘900, a cura di Guido Davico Bonino e Paola Mastracola, 1996, Mondadori.

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